*UTENTI E LAVORATORI DALLA STESSA PARTE*
Ha ormai preso corpo la mobilitazione Autorganizzata dei lavoratori ATAC che, stanchi delle promesse dei politicanti di turno e dei falsi accordi e continui pompieraggi da parte dei sindacati istituzionali, sempre meno credibili, hanno deciso di lottare per condizioni di lavoro dignitose ed un trasporto efficiente e davvero pubblico.
È sotto gli occhi di tutti che la gestione dell’azienda
comunale dei trasporti segua gli interessi dei viscidi
vertici dell’amministrazione, dei traffichini delle varie
aziende ammanicate nella gestione del trasporto pubblico
capitolino e della politica (non solo locale), facendo
ricadere disagi e disastri sui lavoratori e sugli utenti che si muovono ogni giorno. I primi sono costretti a condizioni lavorative pessime, tra turni massacranti, ore su ore di straordinario (che da sole coprono dal 30 al 50 % del servizio totale), impossibilità di smaltire le ferie e veicoli guasti e pericolanti, tratte improvvisate e pause lasciate al caso, a fronte di salari sempre più bassi e pressione psicologica ai limiti della sopportazione. I secondi si barcamenano tra tempi interminabili di attesa alle fermate, mezzi che sono veri e propri carri bestiame e notturni fantasma: disagi quotidiani e sempre peggiori a cui l’Atac risponde con un continuo peggioramento del servizio e l’aumento dei prezzi di biglietti e abbonamenti.
Situazione ben evidenziata anche dal recente scandalo dei biglietti clonati (che hanno fruttato 70 milioni di euro di utili l’anno per circa 13 anni in nero al CdA dell’azienda) avvenuto sotto gli occhi delle amministrazioni sia di destra che di sinistra, dalla simpatica abitudine che aveva l’ex sindaco Alemanno di mettere nei posti chiave dell’azienda suoi parenti ed amici, dagli interminabili cantieri (uno su tutti, quelli della Metro C) appaltati a ditte coinvolte in innumerevoli inchieste e responsabili di continue devastazioni ambientali (quali il colosso romano Salini), da una gestione tecnica dei nuovi interventi quanto mai dubbia (basti pensare al flop della metro B1 ed a tutti gli incidenti in cui è incappata in un solo anno di vita).
Ma in realtà ci basta semplicemente guardarci attorno per comprendere la situazione in cui versano i trasporti romani. Chi usa i mezzi pubblici lo sa bene.
Cosa fa la dirigenza Atac a fronte di questo? Punta il dito contro i “furbetti” che non pagano il biglietto, stanchi di un pessimo servizio, sguinzagliando orde di controllori (anche in borghese) sugli autobus, sorveglianti armati ai tornelli, delegando le multe anche agli ausiliari del traffico e ventilando perfino l’ipotesi di portare bambini in gita con gli ausiliari a multare la gente. Nel frattempo fa fioccare richiami e sanzioni verso i dipendenti che provano a dissentire. Insomma, un perfetto specchio dell’attuale situazione del paese.
Allora è giusto lottare, alzare la testa accanto ai lavoratori in agitazione, perché un trasporto pubblico, gratuito ed efficiente, come un lavoro dignitoso, garantito e non schiavistico sono lotte di tutti e tutte. Mettere da parte l’indifferenza e l’indignazione passiva, la rabbia addomesticata, magari contro l’autista in sciopero, che fomentano una strisciante guerra tra poveri a solo vantaggio dei padroni. Lottare uniti in un fronte compatto è l’unica possibilità vincente per riprenderci ciò che è nostro e che sempre più ci viene rubato. Non pagare il biglietto, sostieni la lotta di chi ogni giorno ti porta in giro per Roma e prenditela con chi veramente ti sta rubando tutto. Dalla prossima settimana si registreranno disagi perché molti lavoratori dell’ATAC applicheranno alla lettera il contratto per cui i servizi saranno ancora più scadenti. Non te la prendere con il lavoratore, ma con chi lo vuole sfruttare! Non avercela con chi non paga il biglietto, ma con chi ha rubato a noi tutti 910.000.000 euro con i biglietti clonati!
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