Fascisti e Atac

Ogni tanto viene da chiederci: ma chi sono questi signori cui procuriamo (chi comprando i biglietti, chi lavorando per l’azienda) vitto e alloggio?

Ok, alcuni sono riconosciuti amanti dell’arte del bel vivere, disciplina a cui giovano stipendi da mezzo milione di euro; altri invece incarnano modi d’essere più avventurosi, romantici e sprezzanti del pericolo. Come Al Capone, per intenderci. Nel corso delle nostre alacri ricerche sull’Atac abbiamo incontrato più volte il nome di un certo Francesco Bianco. Incuriositi, abbiamo cercato di capirci qualcosa di più.
In sostanza risulta che questo Bianco, già segretario romano di Forza Nuova, viene assunto all’Atac durante l’amministrazione Alemanno. Il fatto è il suo passato, fatto di violenza, sparatorie e spedizioni punitive (ha partecipato al commando che ha ucciso il giovane Roberto Scialabba nel 1978). Che sia stato assunto per il suo curriculum vitae? Questo però è il suo passato: può darsi che in tutti questi anni abbia rivisto radicalmente le sue posizioni. E invece pare proprio di no: l’ineffabile Bianco è balzato agli onori della cronaca svariate volte nel corso della sua “nuova” vita. Risale al dicembre del 2010 la sua elegante provocazione con cui augura un sacco di legnate agli studenti e alle studentesse in piazza per l’Università pubblica, e li paragona ai “giudei” (e per questo dovrebbero essere picchiati!). All’inizio di quest’anno, come in tutti i film gangster che si rispettino, viene gambizzato con tre colpi di pistola. Nelle indagini finisce un tale Giannotta, segretario della sezione della destra estremista “Acca Larenzia”.

Ora, a parte i coloriti fatti di cronaca, quello che colpisce è che il Bianco non è l’unico assunto riconducibile agli ambienti politici frequentati dal nostro Sindaco. Quello che crediamo è che l’Atac venga utilizzata da Alemanno e dal suo club di gentiluomini per “piazzare” i propri amici e per motivi di voto di scambio. Ma ci si può fidare di questa gente?

Basta assunzioni di comodo: noi vogliamo più linee e più autisti riposati, rilassati e contenti di quello che fanno! Non vogliamo un’azienda gestita da ex picchiatori fascisti!

E il biglietto non lo paghiamo!

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2 Responses to Fascisti e Atac

  1. Nuntepago says:

    sarebbe molto interessante, ma in che facoltà studi? ci facciamo sentire noi in sti giorni

  2. Angelo Palazzolo says:

    Sono un dottore di ricerca de La Sapienza e sto facendo un’indagine sulla gestione del trasporto pubblico da parte dell’Atac. Mi piacerebbe approfondire diversi argomenti tra quelli citati in questo ed in altri post e quindi mettermi in contatto con voi. Cordiali saluti

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